ACEA: QUALE PIANO INDUSTRIALE?

Roma -

Quello presentato il 20.03.2012 alla nostra O.S. è solo un “libretto dei sogni”, una mera operazione di marketing, basata su dati macroeconomici di lungo periodo per mascherare le anomalie dei risultati di bilancio e la pessima gestione dei servizi pubblici essenziali.

Il fallimento di questa amministrazione è sotto gli occhi di tutti: in tre anni e mezzo è riuscita a completare la distruzione dell’immagine aziendale, a degradare il servizio alla cittadinanza e aumentare la forbice delle retribuzioni tra il top management e il personale dipendente.


Un disastro dimostrato dall’alto indebitamento, dal deficit conclamato e dagli oneri per interessi a seguito dei giudizi negativi del mercato.


Ma ecco la sorpresa: cose c’è nel piano industriale di Acea da qui fino al 2016 ?
Zero investimenti su area energia, zero investimenti su area idrica, Abbattimento minimo dei debiti ma grande attenzione allo smaltimento dei rifiuti e all’acquisizione di centrali di produzione di energia. E già!

L’Acea, attraverso l’acquisto di alcune quote di Sel, municipalizzata altoatesina, a sua volta acquisita da Delmi, è di fatto entrata a far parte della cordata delle
multiutility del nord che stanno tentando la scalata al colosso Edipower, di cui ex amministratore delegato era proprio il nostro attuale direttore generale Paolo Gallo!


La vasta operazione vedrebbe la costituzione di un cartello sull’asse Torino-Milano (con Roma ed Emilia-Romagna) per la gestione di gas, energia ma soprattutto lo smaltimento dei rifiuti.


Degli aspetti relativi alla gestione delle risorse umane, del fabbisogno di personale e competenze specifiche nelle strutture operative e della definizione della struttura organizzativa finale (della quale siamo in attesa da quasi due anni) nel piano non c’è traccia, ovvero non è tema di piano industriale.


Questo invece era l’argomento che più ci premeva, per poi illustrarlo ai lavoratori.


In un clima di incertezza generale, di attacco ai diritti dei lavoratori e alla
occupazione giovanile, è fondamentale conoscere i progetti aziendali sui futuri piani occupazionali.

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