"Tornate immediatamente su quella nave, c…!!". A proposito di Fondi Pensionistici Complementari

Nazionale -

Il Fondo Energia è un fondo in salute, oseremmo dire titanico (40.000 aderenti) che, se non può naufragare come il Concordia, in quanto il bilancio complessivo risulta essere in positivo, ha però fatto naufragare i sogni di coloro che, facendosi irretire dalle sirene dei sindacati Confederali che promettevano mirabolanti performances nell’ottica della costruzione di una pensione integrativa (la famosa terza gamba), hanno pensato bene di affidare il proprio TFR, la  propria quota individuale e  quella aziendale, alla gestione del  predetto fondo.

I risultati però non sono stati degni delle promesse e delle attese. Si dirà che la crisi finanziaria che attanaglia il mondo borsistico e di riflesso quello economico ha colpito l’universo degli investitori senza risparmiare nessuno e che tutto sommato i risultati del 2011 del predetto fondo non sono così drammatici. Spostando però l’attenzione sullo score relativo al rendimento medio annuo composto che copre un arco temporale decennale, si scopre, per esempio, che il rendimento medio annuo del bilanciato (+2,44) è più basso di quello maturato dal tfr (+2,81): CHE SUCCESSONE!  

Il miglior rendimento medio annuo spetta al dinamico che, pur segnando un + 3,77 in un arco temporale di 8 anni, ci fa capire come la differenze rispetto al rendimento del  TFR, ancorchè  di dieci anni,  è davvero di poco conto. Ora, a parte la sensazione di essere stati malconsigliati, quello che maggiormente infastidisce è che nessuno se ne assume la RESPONSABILITA’, nessuno sente il bisogno di dire “ci rammarichiamo di avervi malamente consigliato, ma l’abbiamo fatto in buona fede, nessuno si aspettava una simile debacle della finanza e della borsa”. Ormai è lo sport nazionale, SOTTRARSI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’.

Sono tutti come il comandante della Concordia che proprio non ce la fa ad assumersi  le sue, ancorché evidenti. Lo stesso si può dire, ad un livello più basso, di quei sindacalisti che hanno fatto da cassa di risonanza ai loro vertici sindacali promuovendo la previdenza integrativa e che oggi tacciono imbarazzati, limitandosi a fornire asetticamente i dati del rendimento, senza un commento. No, anche loro non ce la fanno a dire “ ci duole, ci siamo fatti convincere anche noi, ma oggi non siamo più così convinti…” Non ci sarebbe nulla di male. Invece no, persistono tenacemente nella loro CORRESPONSABILITA’, tanto sono sciolti da qualsiasi giudizio, sono insindacabili (scusate il gioco di parole).

 

E la loro coscienza cosa dice, è impermeabile anch’essa?

Non si può sempre e solo obbedire agli ordini di scuderia senza mai obiettare alcunché, nonostante le evidenze.

E’ forse questo il motivo per cui tutti gli accordi sottoscritti dai sindacati confederali in Eni, negli ultimi anni, sono peggiorativi rispetto a quelli precedenti? Anche se si eseguono gli ordini e le scelte sono scellerate, si è ugualmente responsabili.

Ricordate quel sindacalista che in modo commovente, sfidando il totale dissenso della platea dei lavoratori, perorava la causa della cristallizzazione del famoso fondo gas?

“Lo facciamo per voi, per il vostro bene”, sosteneva, “per consentirvi una pensione integrativa”. Che animo nobile, che alto profilo! Tutti sanno come sono andate a finire le cose. A proposito chi lo ha più visto? Anche per lui il “redde rationem” non è mai arrivato. Sarebbe bastato un ragioniere fresco di diploma per capire che la strada che si voleva intraprendere era impraticabile, in quanto la somma necessaria sarebbe stata quasi degna di una manovra economica (si parlava di 700 milioni di euro circa), eppure…

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