Siglato protocollo d'intesa per rinnovo contratto Fise-Assombiente …ma qual è il risultato? ti lasciano la borsa (forse!) ….ma si prendono la vita!

Siglato il 12 luglio il protocollo d'intesa delle linee guida per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori delle aziende private dell'igiene ambientale aderenti a Fise-Assoambiente, contratto scaduto dal 31 dicembre 2013 che ha decorrenza dal 1 luglio 2016, sino al 30 giugno 2019 e che deciderà delle condizioni di vita e di lavoro dei 40 mila lavoratori delle aziende private del settore, che, insieme a quelli delle aziende pubbliche, raggiungono i 90 mila addetti circa. L’una tantum per la vacanza contrattuale sarà definita nei prossimi incontri previsti

Ci riserviamo di fornire un commento punto per punto quando saranno meglio specificati i particolari, ma a leggere il protocollo d’intesa qualche domanda ci sorge ma soprattutto sorge tra i lavoratori: quanto resta di irrisolto con questo rinnovo? Quali gli effettivi miglioramenti economici? Quali diritti saranno mantenuti nei fatti e quali sicuramente ceduti? Da che parte penderà il piatto della bilancia sui posti di lavoro?  Basta questo rinnovo dei ccnl per mettere in sicurezza i lavoratori e i servizi?

Non uno dei capisaldi della piattaforma rivendicativa è stato portato a casa:
 
Non salute e sicurezza  sul lavoro, che viene rinviata alle successive puntate di rito. Anzi, proprio su questo versante, si registra uno dei punti peggiori dell'accordo: si è aperto all'aumento di fatto dell'orario di lavoro a partire dal 1 gennaio 2017 a 38 ore, senza aver introdotto sistemi di tutela sul versante della sicurezza e della salute degli operatori, sempre più “esauriti” dall'introduzione di nuove modalità di raccolta e di aumento dei carichi di lavoro individuali. Inoltre l'aumento dell'orario a 38 ore rinviato alla contrattazione aziendale sarà un colabrodo pensando allo stato delle relazioni sindacali nelle piccole e medie aziende private

Ne valgono le 30 ore di permesso annuo, da fruirsi probabilmente  “compatibilmente con le esigenze di impresa”. Così come il tempo di vestizione è rimasto, ancora una volta, fuori dall'orario di lavoro, nonostante importanti sentenze lo abbiamo giudicato come lavoro, ne’ la riduzione del limite massimo degli straordinari e della durata massima giornaliera e settimanale…….

Non solo, se leggiamo insieme miglioramento contrattuale ed aumento dell'orario di lavoro, possiamo rilevare che l'aumento di 70 euro, non copre, neppure a regime, la “cessione” delle due ore aggiuntive (dalle 36 alle 38 settimanali). E che dire del Lavoro straordinario? prime 75 ore + 12% (nel parallelo rinnovo utilitalia 13%), successive 75 + 20% al superamento delle 150 ore + 33% quindi un aumento delle ore di straordinario da 50 a 150 pagate con maggiorazione ridotta

Reperibilità, derogfa al riposo giornaliero e da 11 a 8 ore di riposo tra turni

Sul versante malattia aumenta il comporto? ma…..  Il testo è criptico ma dopo 13 gg di malattie brevi o 6 eventi anche di minore durata vengono sottratte 45 euro le prime 4 ulteriori malattie e 40 per quelle successive, per singolo evento. Considerando che il personale è fortemente esposto alle intemperie......

Sulla salvaguardia dell’art.6 nei cambi appalto non ci sembra sia garantita l’automaticità della conservazione del posto di lavoro visto che se ne accettano le modifiche dell’art.18 introdotte dalla legge fornero che non prevede la reintegra in caso di licenziamento economico e comunque è prevista solo in “via transitoria ed eccezionale e fino alla data di vigenza del CCNL”prefigurando la sua eliminazione aprendo la strada all’applicazione del job act alla prossima scadenza



Peggiorata anche la classificazione del personale:  Non conosciamo i contenuti del nuovo livello professionale “S” (che temiamo abbia il significato di “salario d’ingresso”), avendo sfondato al ribasso  la scala parametrale resta il fatto che il livello s sfigati ha parametro 80 ed un nuovo primo b ad 88,38 i che vorrebbe dire che se prima il primo livello, cioè lo spazzino, prendeva 100, ora prenderà 70 e quello esperto 88...

Sempre sul versante economico, si procede all'utilizzo di una quota significativa del rinnovo contrattuale 92 euri per gli aumenti a regime3 e 28 al così detto welfare e cioè per finanziare i fondi previdenziali/sanitari complementari ed un fondo di solidarietà per gli eventuali esuberi (che potrebbero derivare dai processi di privatizzazione delle aziende), autofinanziando così di fatto le situazioni di crisi indotte da scelte di riorganizzazione unilaterali delle aziende.

Pur non sottovalutando le difficile condizioni “climatiche” del rinnovo del CCNL dell'igiene ambientale, la chiusura di questo rinnovo contrattuale porta – anostro avviso- un sostanziale peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, a fronte di effimeri e transitori miglioramenti. A noi sembra che c’è ben poco da rimaner soddisfatti, anzi ci sembra che sia stata fortemente delusa l’aspettativa dei lavoratori del settore che hanno scioperato per difendere i propri diritti e non essere coloro che pagheranno in primis le scelte generali di trasformazione dei servizi pubblici locali in terra di conquista di imprese che sono alla ricerca spasmodica del profitto.


Al di là delle questione contrattuali peggiorate (ancora non defintite le modifiche sui temi: contratti flessibili, mutamento delle mansioni, regolamentazione delle rsu, carta di qualificazione del conducente ecc) o rimaste irrisolte resta la Madia, al di là della retorica e dei giochi di parole, e resta il job act a disposizione per tagliare le garanzie per i lavoratori, resta il rischio dumping contrattuale restano le ulteriori concessioni e passo indietro rispetto flessibilità, riduzione reale dei salari e mansioni. E la sicurezza sul lavoro sarà  di fatto messa a rischio dall’aumento dell’ orario e della flessibilità. Le flessibilità richieste saranno solo il “primo giro” delle richieste delle aziende anche private, perché non viene messa in discussione anzi viene avallata la scelta di privatizzazione e finanziarizzazione di questi servizi pubblici.   

La partita va giocata fino in fondo  ed è quella che USB porterà  avanti:
Contro il Decreto Madia sui Servizi Pubblici Locali ,il Codice degli Appalti e il Job Act;
Per  le reinternalizzazioni dei servizi, per clausole sociali più stringenti e per una effettiva tutela nei cambi appalto anche nei capitolati di gara;
Per difendere il potere d’acquisto dei salari con aumenti adeguati e reali in busta paga;
Contro la classificazione del personale al ribasso, per la riduzione dei passaggi parametrali;
Per l’aumento della maggiorazione economica dello straordinario. Per la difesa della domenica come riposo settimanale dei lavoratori;
Per maggiori tutele su salute e  sicurezza e garanzie di ricollocazione del personale non idoneo, contro l’aumento dei carichi di lavoro;
Per i diritti sindacali estesi anche alle rappresentanze dei lavoratori che non firmano contratti a perdere.

Su questi punti  CHIAMIAMO I LAVORATORI a esprimere un deciso no

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