IL BASTONE E LA CAROTA

Roma -

Ci troviamo nuovamente nella condizione di non poter firmare un accordo a tutela dei lavoratori, che per i suoi obiettivi riteniamo fondamentale per il futuro di Acea Dstribuzione : la riorganizzazione (l’ennesima!!!) di tutto il settore tecnico-operativo della società.
Ma i contenuti che l’Azienda, FILCEM, FLAEI e UILCEM (ormai unica controparte) ci hanno "proposto" non li condividiamo, anzi li riteniamo pericolosi per il prossimo futuro di Acea Distribuzione e decisamente lontani dal rispetto e la considerazione del ruolo che i lavoratori dovrebbero avere.
Riteniamo che concetti come flessibilità, polivalenza e ruoli come monoperatore devono coesistere con concetti come il rispetto ed il riconoscimento dei ruoli.
Aumentare le attività e le responsabilità in un ambito territoriale come quello romano, che tutti sanno essere completamente diverso da ogni altra città, pensando di compensare il tutto esclusivamente con aumenti di livello professionale (da B2S a B1), a nostro avviso quantomeno retrodatato, e dequalificando il ruolo di coloro che fino ad oggi svolgono mansioni che così facendo verranno disconosciute, anzi regresse, non rappresenta quel rispetto e quella centralità che per noi è fondamentale.
Il ruolo di una Società non più al servizio degli utenti/cittadini/clienti, ma esclusivamente al servizio degli azionisti e quindi del capitale induce Acea stessa a capitalizzare il più possibile senza però mai ridistribuire.
La dimostrazione sta nei fatti; l’accorpamento della rete pubblica a quella privata a parità di personale non giova ai lavoratori. Intervenire da soli (monoperatore) in situazioni che a priori non si conoscono, confidando esclusivamente sul senso di responsabilità del lavoratore, non giova ai lavoratori. Operare sia sulla rete pubblica che su quella privata senza il giusto riconoscimento professionale, non giova ai lavoratori. La pressante necessità di Acea Distribuzione di creare squadre con criteri "anomali" (2 capi-squadra) in cui non si capisce bene chi comanda e chi viene comandato, non giova ai lavoratori.
Per rinfrescare la memoria a tutti vogliamo ricordare che il 18 marzo 2004 FNLE-FLAEI- UILCEM inviarono ad Acea Distribuzione una diffida a "……continuare a utilizzare in maniera indeterminata e sistematica Caposquadra del Pronro Intervento in "coppia" non rispettando l’art. 13 della L.300/70 "Statuto dei Lavoratori".
Cosa è cambiato da allora? Di sicuro la considerazione ed il valore che determinate OO.SS. hanno nei confronti dei lavoratori.
Ci fermiamo qui senza però dimenticare che a seguito di tutto ciò ci sono anche centinaia di lavoratori tecnico-amministrativi di Acea Distribuzione considerati esuberanti al processo evolutivo della Società.

E allora ci sorge spontanea una domanda:
La flessibilità che richiede Acea nel settore tecnico-operativo non entra in conflitto con la dichiarazione di esuberi nel settore tecnico-amministrativo?
Non è questa la strada giusta.
Lavoratori e cittadini continueranno sempre più a pagare prezzi e colpe che non gli competono.
L’esasperazione porta su campi minati e lo abbiamo visto tutti.
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