Energia e acqua, la forte crescita di USB mette in evidenza le tante contraddizioni della rappresentanza sindacale concertativa

Roma -

La nostra firma all’Accordo Interconfederale del 10 gennaio 2014, pur continuando ad evidenziarne limiti e difetti, sta consentendo al nostro sindacato di insinuarsi nelle dinamiche paludate e autoreferenziali dei sindacati complici. A giudicare dalle reazioni che suscitiamo, traiamo il convincimento di essere sulla strada giusta.

Sono da iscriversi in questa strategia, le reazioni che registriamo in aziende significative del panorama dei servizi energetici ed acquedottistici.

In 2i Rete Gas, Italgas, Eni Gas e Luce, Acquedotto Pugliese, Publiacqua S.p.A. Firenze, Etra Padova, queste si sono manifestate con modalità differenti ma con un unico obiettivo convergente: fermare USB!

Obiettivo che mette d’accordo padroni e comprimari sindacali, preoccupati dell’emergere di una forza sindacale non disponibile a farsi marionetta nel teatrino concertativo delle Relazioni Industriali. Emergono senza ombra di dubbio le vere intenzioni dei sottoscrittori di quel patto che ancora oggi pomposamente viene chiamato Testo Unico.

Difficile che passi inosservata la disponibilità concessa dalla triplice a favore di 2i Rete Gas, azienda trascinata in sede giudiziaria dalla denuncia per attività antisindacale presentata da USB ai sensi dell’art.28 legge 300/70, al fine di evitargli una possibile condanna; riteniamo infatti che sia questo il senso dell’accordo fumoso che hanno sottoscritto con 2i Rete Gas in merito al rinnovo delle RSU che, guarda caso, arriva proprio a ridosso delle prime udienze fissate dal giudice del lavoro.

Una firma che ha il sapore del tradimento, che accoglie tutte le pretese dell’azienda, che allarga a dismisura sul territorio nazionale la rappresentatività delle Rsu e delle Rlsa e le svuota di poteri reali, mentre accentra nelle mani delle Segreterie Nazionali la scelta del 70% della delegazione trattante nazionale. Altro che 33% che si pretendeva nelle passate intese.

Così come non passa inosservato un accordo territoriale, sempre della triplice, a favore di 2i Rete Gas, che condanna una parte sostanziale di lavoratrici e lavoratori a subire una discriminazione e guarda caso tutti o quasi tutti iscritti alla USB. Stesso schema nel gruppo Italgas ed Eni Gas e Luce ed Acquedotto Pugliese, dove si costruiscono intese che creano ostacoli e rendono complicato l’affermarsi di un sindacato alternativo.

Allora si comprende il perché tra gli obiettivi irrinunciabili di USB ci sia l’esigenza di una legge democratica sulla rappresentanza sindacale, chiamando Governo e forze politiche a misurarsi con questa nostra ambizione. USB non farà un solo passo indietro nelle aziende e nei territori per affermare le ragioni ed i diritti dei lavoratori e lavoratrici.

USB Lavoro Privato

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