Contratto gas-acqua: Tanto a loro e niente a noi

In allegato il comunicato

Nazionale -

Un rinnovo lampo. Dopo 15 giorni dalla scadenza per il rinnovo del biennio economico del contratto gas-acqua ecco pronto il verbale d’accordo con tutte le sue tabelline piene di numeri.


Ma sono solo numeri, quella che manca è la sostanza. Un rinnovo che conferma la continuità con il passato.


Aumento di 113 euro rapportato al parametro 161 (5° livello). Per il rinnovo del contratto nazionale nel marzo del 2007 l’aumento fu di 105 euro rapportate al parametro 153 (tra il 4° e il 5° livello). Gli aumenti saranno erogati in tre rate : la prima di 44 euro a gennaio ’08, la seconda di 42 euro a gennaio ’09 e la terza di 27 euro ad agosto ’09.

Ora possiamo finalmente dire che siamo ricchi!!


Per chi ha firmato questo rinnovo nulla è cambiato in due anni, anzi ritengono che il tenore di vita in questi due anni è migliorato visto che hanno alzato il parametro a cui fa riferimento l’aumento medio senza però aumentare l’importo. Chi ci rimette più di tutti sono sempre i lavoratori con i livelli bassi!!

Proprio coloro che hanno più bisogno di veri aumenti salariali.


Il contenimento del costo del lavoro a favore del profitto e della competitività delle aziende sono il life-motiv della politica industriale che vige in Italia da ormai 15 anni.


Ma questa volta non dobbiamo preoccuparci solo dello scarno aumento a fronte dell’inflazione reale.


Dal 1° gennaio 2009 partirà la totale liberalizzazione del settore gas-acqua e quindi CGIL,CISL,UIL hanno firmato anche un protocollo di intenti che avvierà un percorso per la cosiddetta “clausola sociale”, con la quale si gestiranno anche e soprattutto gli effetti occupazionali.


L’intendimento è : “……costruire le garanzie necessarie a governare gli effetti sociali e occupazionali della liberalizzazione sia dell’acqua che del gas…”.
Questo significa che si dovranno rapportare i livelli occupazionali a quelle che saranno le esigenze delle aziende, le quali con l’aiuto della finanza pubblica potranno gestire a loro piacimento le future strategie industriali a discapito del costo del lavoro.


E poi : anche CGIl,CISL,UIL di categoria hanno già deciso che tutto il settore dovrà essere privatizzato?


I dati oggi hanno dimostrato quanto sia inefficiente e improduttiva la privatizzazione : peggioramento della qualità dei servizi resi ai cittadini e aumento delle tariffe sono ormai questioni che viviamo quotidianamente.


Dobbiamo lottare per cambiare la tendenza, per riportare le aziende alla redistribuzione degli utili tra i lavoratori e all’interno delle aziende stesse, per migliorare le condizioni di lavoro, la sicurezza, per aumentare i livelli occupazionali e per dare a tutti il giusto salario, così come avviene nel resto dell’Europa.


Il sostegno dei lavoratori a questa lotta è un punto fondamentale che darà più forza alla lotta stessa dentro e fuori i posti di lavoro.

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