Aziende sempre più lontane e servizi pubblici a rischio: serve un cambio di rotta in IREN

Genova -

Dopo i Blackout a Torino  anche nelle sedi IREN di Genova sta emergendo una situazione sempre più critica che riguarda direttamente non solo le condizioni di lavoro, ma anche la qualità e l’affidabilità dei servizi pubblici erogati ai cittadini. Non si tratta di episodi isolati, ma di segnali che fanno pensare a criticità strutturali che richiedono attenzione immediata da parte dell’azienda e degli enti azionisti.

Condizioni operative e qualità del servizio

Negli uffici si registrano da anni problemi rilevanti legati al microclima: temperature non controllate, qualità dell’aria inadeguata e ambienti di lavoro difficili da gestire. Particolarmente preoccupante è il fatto che tali problematiche riguardino anche una sede di recente costruzione, realizzata con investimenti molto significativi e che avrebbe dovuto rappresentare un modello di efficienza.

Sul piano operativo, alcune scelte organizzative stanno incidendo direttamente sulla qualità del servizio. L’introduzione del mono-operatore sugli impianti dove andrebbe garantito il controllo a vista degli addetti comporta:

maggiori rischi per la sicurezza, minore efficacia negli interventi, tempi di risposta potenzialmente più lunghi

Elementi che possono tradursi in un peggioramento concreto dei servizi per cittadini e territori.

Situazione degli impianti e del sistema di depurazione

Emergono criticità anche nel settore della depurazione. In particolare, il depuratore DAC di Genova e l’intero sistema necessitano di maggiore trasparenza e verifica. È fondamentale chiarire:

quanti impianti siano pienamente operativi, in quali condizioni vengano gestiti, se siano rispettati adeguati standard ambientali e sanitari in particolare in ambienti a rischio biologico.

Questi aspetti hanno un impatto diretto su ambiente, salute pubblica e qualità del servizio idrico.

Anche gli strumenti tecnologici non sempre risultano all’altezza: i sistemi di geolocalizzazione, pensati per migliorare l’efficienza, mostrano frequenti malfunzionamenti, rallentando le attività invece di supportarle. Parallelamente, si osserva una crescente pressione organizzativa che incide sui tempi e sulle modalità di lavoro, con effetti indiretti sulla qualità delle prestazioni erogate.

Nemmeno l’area commerciale e dei servizi al cliente è esente da problemi.
Negli ultimi periodi si sta assistendo a un processo di internalizzazione di attività precedentemente affidate in appalto, che però non è accompagnato da adeguate assunzioni. Il risultato è un ulteriore aumento dei carichi di lavoro sul personale già presente, con possibili ricadute sulla qualità del servizio; a questo si aggiunge un modello organizzativo frammentato, caratterizzato da:

procedure suddivise a comparti stagni che rallentano la gestione delle pratiche, un sistema di lavoro eccessivamente parcellizzato, che riduce l’efficienza complessiva; difficoltà nel fornire risposte rapide e complete agli utenti.

Parallelamente, il sistema degli “store” sul territorio, pur garantendo una presenza diffusa e accessibile ai cittadini, appare sempre più orientato a logiche commerciali e di vendita. Questo approccio rischia di allontanarsi progressivamente dalla funzione originaria di una multiutility pubblica: la gestione di servizi essenziali con criteri di qualità ed equità, piuttosto che con finalità prevalentemente commerciali.

Carenza di personale e perdita di competenze: Sul territorio si registrano segnali preoccupanti:

carenza di organico, progressiva perdita di competenze, riduzione delle figure specializzate. La gestione delle reti (acqua, gas ed energia) con personale ridotto e meno specializzato comporta il rischio di un progressivo indebolimento del servizio pubblico, proprio in settori strategici per la vita quotidiana dei cittadini. In pochi anni spariscono meccanici, elettricisti, manutentori, conduttori, saldatori, cordisti… ridotti ad un ruolo unico di “operaio”

A fronte di queste criticità operative, emerge una contraddizione evidente: l’azienda continua a garantire elevati livelli di remunerazione al management, mentre sul territorio si riducono risorse, competenze e investimenti operativi.

Per una multiutility a controllo pubblico, questo pone una questione chiara: quali sono oggi le reali priorità?

la qualità e l’affidabilità dei servizi essenziali, la sicurezza delle attività operative, oppure un equilibrio economico-finanziario orientato principalmente alla distribuzione degli utili? Vincere le gare gas o monetizzare i ristori (VIR e RAB)?

La situazione descritta richiede una riflessione urgente ed è necessario: garantire maggiore trasparenza sulla gestione degli impianti, rafforzare gli investimenti nelle strutture e nel personale operativo, migliorare l’organizzazione dei servizi al cliente, riportare al centro la qualità del servizio pubblico, assicurare condizioni operative adeguate per chi ogni giorno gestisce servizi essenziali

I servizi gestiti da IREN — acqua, gas, energia e ambiente — sono beni fondamentali per la collettività.

Per questo è indispensabile che cittadini e Comuni azionisti esercitino pienamente il proprio ruolo di controllo e indirizzo, affinché tali servizi siano gestiti con criteri di qualità, sicurezza e reale interesse pubblico.