AMA, così l’amministratore unico Zaghis regala oltre un milione e mezzo l’anno a 81 dirigenti

Roma -

L’Amministratore Unico di AMA, Stefano Zaghis, incurante della disastrosa gestione dell’azienda a lui affidata (per tacere della bocciatura da parte della Giunta Capitolina del Piano Rifiuti, del Piano Industriale e dei bilanci da anni non approvati), si traveste da moderno Caligola e con il denaro pubblico istituisce un nuovo ordine senatoriale aziendale.

Con decorrenza 1° marzo 2020 Zaghis ha munificamente elargito ai 4 responsabili delle aree operative un “trattamento incentivante integrativo”, consistente in 670 euro lordi al mese. Non contento, assegna agli stessi beneficiari la fascia “A” prevista dall’accordo azienda–sindacati firmatari del CCNL per il personale direttivo. Tale accordo prevede che i dipendenti di 8° livello di fascia A ricevano il “25% della retribuzione calcolata sugli elementi di retribuzione costituenti la base di calcolo delle prestazioni straordinarie”. Cifre oscillanti tra 20 e 30mila euro l’anno che vanno a ingrassare stipendi già pingui. Calcolando che i dipendenti interessati sono 81, parliamo di almeno un milione e mezzo di euro l’anno che vanno a gravare sul bilancio AMA.

USB ritiene che questi dipendenti ricevano già una retribuzione più che adeguata al loro livello di responsabilità e professionalità e perciò non si capisce il motivo di queste integrazioni al reddito, visto anche l’andamento della gestione operativa aziendale.

Tutto questo mentre gli altri lavoratori meno nobili ricevono ZERO euro, a cominciare dagli operatori, costretti a lavorare senza protezioni adeguate, con DPI e divise insufficienti e spesso mancanti, con mezzi fatiscenti e inadatti a svolgere il servizio, con conseguenti malattie professionali mai riconosciute, svolgendo servizi con modalità non conformi come sancito dalle diverse prescrizioni delle ASL relativamente alla sicurezza e salute sul lavoro.

USB CHIEDE:

  • Alla Sindaca, ricandidatasi alla guida della città, di far revocare immediatamente queste disposizioni dell’Amministratore Unico che sono uno schiaffo in faccia ai lavoratori AMA e alla cittadinanza tutta;
  • Ai vertici aziendali di avviare Piani di Carriera non per i soliti noti già ben retribuiti, ma per tutti quei lavoratori da sempre esclusi, in primis le figure operative (ma non solo) che grazie alla loro esperienza e professionalità costituiscono l’ossatura di un’azienda sull’orlo del precipizio per precise volontà politiche;
  • Sempre all’Azienda, misure che facilitino il ricorso a quanto previsto dalla legge Monti – Fornero relativamente all’esodo anticipato (la cosiddetta ISOPENSIONE che in AMA è appannaggio esclusivo dei dirigenti) per quei lavoratori usurati dall’attività lavorativa, favorendo quindi un necessario ricambio generazionale considerata l’alta età media dei lavoratori con mansioni operative.

USB AMA Roma

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