AD OGNUNO LA PROPRIA RESPONSABILITA'

Roma -

Dal 3 Maggio molte cose sono cambiate, ma una su tutte va sottolineata: la consapevolezza dei lavoratori che le azioni di lotta, quando sono partecipate, pagano.
Altro dato importante è stato il percorso unitario delle OO.SS. ACEA per riportare a casa i 110 colleghi, percorso che oggi non è più praticabile perché c’è chi si ostina, in maniera irresponsabile, a difendere, dopo tutto quel che è avvenuto, l’accordo di Giugno 2004.
Le strade quindi si dividono. Cgil-Cisl-UIL difendono l’accordo, accettando così la politica delle eccedenze (ESUBERI), la politica aziendale mirata alla "distruzione del lavoro umano" ela logica dei corsi di formazione non finalizzati all’accrescimento professionale bensì, cosa gravissima, a una sorta di terapia di gruppo per l’autoconsapevolezza e il recupero psicologico dei partecipanti.
Oggi in ACEA ci sono due tavoli di trattativa sindacale aperti: il primo, che ci vede presenti con FAILE ed UGL, dovrebbe discutere la solidità delle 3 nuove strutture create in ACEA SpA ed ACEA Distribuzione; il secondo, aperto ai firmatari dell’Accordo sulla Mobilità, affronta il problema degli Esuberi concordati. Oggi tutto questo deve finire, i lavoratori sono maturi e la battaglia fatta non deve finire con la sostituzione dei 110 con altri 110. Ma come possono le Organizzazioni Sindacali che insieme a noi hanno lamentato nell’assemblea generale, durante lo sciopero e con l’assessore Causi l’assenza di Piani Industriali, di piante degli Organici ecc.ecc. aver già concordato il numero degli Esuberi? Ognuno si dovrà assumere la responsabilità delle proprie azioni di fronte a tutti i lavoratori.
Invitiamo le OO.SS. che hanno ratificato l’accordo di Giugno, ad un atto di coraggio e responsabilità nel disdire quello che ormai tutti sanno è stato l’inizio della più brutta storia di politica del personale mai fatta in ACEA.
R.d.B. vuole aprire una vertenza ACEA che riveda le scelte organizzative delle varie società, scelte che a oggi hanno dimostrato il loro fallimento sia per resa del servizio ai cittadini e sia perché stanno mettendo a rischio i livelli di occupazione.
Vogliamo conoscere il piano industriale, la pianta dell’organico delle società, il monte ore degli straordinari, l’elenco delle attività date in appalto, il numero ed il ruolo dei consulenti e il numero di assunzioni fatte dall’avvio del piano di mobilità.
Prima che l’estate porti con sé i soliti "Accordi", metteremo in campo tutte le iniziative di lotta che possano contrastare l’arroganza aziendale e la compiacenza dei firmatari della Mobilità.

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