I Padroni dell’Energia hanno deciso: LA CRISI LA PAGHINO I LAVORATORI.

Napoli -

I rinnovi contrattuali del settore energia devono concludersi prima di Agosto: così aveva ammonito la Confindustria nella ripresa dei tavoli contrattuali, dettando le sue priorità.

Jobs Act, defiscalizzazione, welfare aziendale, restituzione del salario, massima flessibilità nelle prestazioni e nell'orario di lavoro.

Un contratto nazionale cornice, con ampia licenza di deroga a livello contrattuale aziendale e territoriale.

L'assalto finale alle conquiste dei lavoratori e delle lavoratrici, ai diritti e alla democrazia sindacale, raggiunti con lotte durissime di tutto il movimento operaio,  perseguito da anni da tutto il padronato e ora concretizzato grazie alle leggi del governo Renzi.

Il sindacalismo confederale italiano, CGIL CISL UIL, che dai social-network ipocritamente inneggia alla Francia, che promette lotta dura in difesa dei lavoratori e dei diritti sociali, ha già messo da parte le sia pur moderate piattaforme ed accettato i diktat dei padroni italiani.Senza un’ora di sciopero, senza nessuna mobilitazione, senza provare ad unificare e coordinare le lotte, senza provare a coinvolgere, motivare e consultare i lavoratori e le lavoratrici dei settori interessati.

Sono un pallido ricordo l'enfasi con cui hanno annunciato il varo delle piattaforme, vantando consensi che sfioravano il 100%.

Tutti i settori dell’energia sono coinvolti in pesanti e decisive ristrutturazioni, le maestranze stanno sperimentando sulla propria pelle le volontà padronali. A nessuno dei sindacalisti di mestiere questa precondizione suggerisce di proclamare lo sciopero generale.

La calura estiva fa parte del copione. Provano a chiudere la partita con i posti di lavoro vuoti e i dipendenti in ferie. Avevamo manifestato il nostro giudizio negativo e la nostra opposizione a piattaforme che si annunciavano rinunciatarie e sfilacciate, sostanzialmente in linea con le volontà padronali.  Siamo davanti ad una resa senza condizioni dove non si salvano neanche le apparenze.

Come Usb dobbiamo resistere, provando ad opporci in tutti i modi all'ennesima beffa ai danni dei lavoratori e lavoratrici, anche nei mesi estivi.

Provando a tessere la tela e riannodare i fili, battendo la rassegnazione che aleggia nel mondo del lavoro.

USB ha convocato uno sciopero generale in autunno sulla base di una piattaforma che mette al centro del confronto con il Governo il no ai diktat dell’Unione Europea e la fine dell’austerità, contro il  dominio dei mercati finanziari per la dignità del lavoro, contro i tagli ai servizi sociali, sanità previdenza in testa, le privatizzazioni e le dismissioni delle aziende pubbliche: molte ragioni   in più per provare a coinvolgere i lavoratori e le lavoratrici anche dei nostri settori, che hanno bisogno di motivazioni per ritornare a lottare insieme .

Con USB uniti ed organizzati per ritornare a lottare e vincere.

 

Napoli, 18.07.2016                                                                          

                                                                                                               USB lavoro Privato

                                                                                                              Snam- Napoletanagas